MAL DI ORECCHIE E ATM: ESISTE UNA CORRELAZIONE?

Articolazione temporo-mandibolare: che cos’è, quali disturbi può causare e come intervenire

Dolore alla mandibola, al volto o al collo, così come difficoltà nella masticazione, possono talvolta essere riconducibili a un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare. Si tratta di una struttura spesso poco conosciuta, nonostante sia una delle articolazioni più complesse del corpo umano.

L’articolazione temporo-mandibolare permette di compiere azioni fondamentali come parlare, masticare, deglutire ed esprimere le emozioni attraverso la mimica facciale.

Ma che cos’è esattamente l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e quali sono le cause dei disturbi temporo-mandibolari (DTM)?

Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare?

L’articolazione temporo-mandibolare, comunemente indicata con l’acronimo ATM, è il punto di connessione tra la mandibola e le ossa temporali del cranio. È localizzata ai lati del viso, in prossimità dell’orecchio e funziona in modo coordinato con l’articolazione controlaterale.

Durante l’apertura della bocca l’ATM esegue principalmente un movimento di rotazione, mentre durante la masticazione interviene anche un movimento di traslazione, consentendo alla mandibola di scorrere in avanti e lateralmente.

Dal punto di vista anatomico, l’articolazione è composta da:

  • il condilo mandibolare;
  • la fossa articolare dell’osso temporale;
  • un disco articolare (o menisco) che si interpone tra le superfici ossee, facilitandone lo scorrimento e ammortizzando i carichi.

 

Le funzioni principali dell’ATM

Grazie alla sua struttura e alla coordinazione con i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare svolge un ruolo chiave in numerose attività quotidiane, tra cui:

  • la masticazione, permettendo movimenti complessi nei tre piani dello spazio;
  • la fonazione e la deglutizione, in collaborazione con le altre strutture dell’apparato oro-rino-faringeo.

Il corretto funzionamento dell’ATM è quindi indispensabile per garantire comfort, efficienza e benessere nelle funzioni orali di base.

 

Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare

Le articolazioni temporo-mandibolari collegano la mandibola al cranio e lavorano in modo sincronizzato, poiché entrambe sono connesse allo stesso osso. Proprio per questa complessità, un’alterazione dell’equilibrio tra le diverse componenti può generare disagi funzionali e dolore.

Con il termine disturbi temporo-mandibolari (DTM) si identifica un insieme di condizioni che coinvolgono l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli deputati alla masticazione e le strutture correlate.

 

Quanto sono diffusi i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari interessano persone di età diverse, ma presentano un picco di incidenza intorno ai 30 anni, per poi ridursi progressivamente con l’avanzare dell’età.

Le donne risultano maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 4 a 1, soprattutto nella fascia compresa tra i 25 e i 40 anni.

Molti pazienti tendono a sottovalutare i sintomi e si rivolgono allo specialista solo quando compaiono segnali evidenti, come rumori articolari (“scrosci” o “clickdella mandibola), difficoltà nei movimenti di apertura e chiusura della bocca, problemi nella masticazione o dolore persistente.

 

Quali sono le principali cause dei disturbi temporo-mandibolari?

L’origine delle DTM è generalmente multifattoriale e spesso il risultato dell’interazione di più elementi, tra cui:

  • abitudini scorrette della bocca, come mordicchiare penne o unghie, oppure l’uso eccessivo di gomme da masticare, e le parafunzioni quali bruxismo e serramento dentale;
  • fattori psicologici e comportamentali, come stress, ansia, squilibri ormonali e problemi posturali;
  • alterazioni strutturali, ad esempio traumi, fratture che coinvolgono l’ATM o anomalie dello sviluppo;
  • malocclusioni, considerate un fattore predisponente o aggravante.

 

Come si manifestano i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari possono provocare sintomi variabili nel tempo, sia transitori sia cronici. Tra i più comuni rientrano:

  • dolore al viso, alla mandibola e alle aree limitrofe, compresa la regione auricolare;
  • dolore cervicale o alle spalle;
  • cefalea ricorrente;
  • difficoltà nella masticazione, soprattutto con alimenti duri;
  • limitazione o blocco dei movimenti mandibolari;
  • gonfiore localizzato al volto, al collo o alla spalla;
  • acufeni;
  • riduzione della capacità uditiva;
  • vertigini e disturbi visivi.

L’odontoiatra specializzato in gnatologia può inoltre individuare segni clinici indiretti, come usura dentale, interferenze occlusali o eccessiva mobilità dei denti, indicativi di un’alterata funzione dell’apparato masticatorio.

 

Classificazione dei disturbi temporo-mandibolari

Le DTM possono essere suddivise in diverse categorie principali:

  • disturbi di origine muscolare, caratterizzati da dolore e rigidità dei muscoli masticatori e limitazione dei movimenti mandibolari;
  • alterazioni del disco articolare, spesso percepite come rumori articolari in prossimità dell’orecchio. In alcuni casi il disco viene ricatturato durante l’apertura della bocca, in altri può causare un vero e proprio blocco mandibolare;
  • patologie infiammatorie o degenerative, come artriti o artrosi dell’ATM, che determinano un progressivo rimodellamento articolare associato a dolore, acufeni e cefalee.

 

Come si affrontano le disfunzioni temporo-mandibolari?

Non esiste una terapia valida per tutti i casi. Il professionista di riferimento è lo gnatologo, specialista nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi dell’ATM.

Il percorso diagnostico si articola generalmente in tre fasi:

  • anamnesi approfondita, per raccogliere informazioni sui sintomi, sulla loro durata e sulle modalità di insorgenza;
  • valutazione clinica, mediante palpazione muscolare, esami funzionali e analisi dei movimenti mandibolari;
  • indagini strumentali, come TAC Cone Beam o risonanza magnetica, utili a studiare le strutture ossee, la posizione del disco articolare e l’eventuale presenza di processi infiammatori.

Trattamenti per i problemi dell’articolazione temporo-mandibolare

Poiché le cause sono molteplici, anche l’approccio terapeutico è personalizzato e finalizzato a ridurre il carico sull’articolazione, alleviare i sintomi e ripristinare una corretta funzionalità mandibolare.

Lo gnatologo può indicare:

  1. bite o splint occlusali, dispositivi in resina che modificano temporaneamente i contatti tra i denti, riducono lo stress sull’ATM, favoriscono il rilassamento muscolare e proteggono i denti dall’usura;
  2. sedute di fisioterapia, mirate a migliorare la mobilità mandibolare, l’elasticità muscolare e la postura;
  3. terapie farmacologiche, con antinfiammatori o miorilassanti, se necessario;
  4. tecniche di gestione dello stress, come il biofeedback;
  5. procedure invasive, come l’artrocentesi, riservate a casi selezionati, per ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità articolare.

Anche se spesso poco conosciuti, i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare meritano attenzione. Riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi a uno specialista consente di intervenire tempestivamente, evitando l’aggravarsi della problematica e migliorando la qualità di vita del paziente.