Categoria: Ortodonzia

RESPIRAZIONE ORALE NEL BAMBINO

Respirazione orale nel bambino: cause, conseguenze e rimedi efficaci

La respirazione orale nel bambino è una condizione frequente che può influire sullo sviluppo del viso, sulla salute dentale e sulla qualità del sonno. Se tuo figlio tiene spesso la bocca aperta, russa di notte o respira prevalentemente con la bocca durante il giorno, è importante approfondire le possibili cause.

Normalmente l’aria dovrebbe entrare dal naso, dove viene filtrata, riscaldata e umidificata prima di raggiungere i polmoni. Quando però le vie aeree superiori sono ostruite, il bambino compensa respirando dalla bocca.

Vediamo insieme cause, conseguenze e soluzioni per intervenire in modo efficace.

Cos’è la respirazione orale?

La respirazione orale è una modalità respiratoria anomala in cui il bambino respira prevalentemente attraverso la bocca invece che dal naso.

Nella maggior parte dei casi, non si tratta di un semplice vizio, ma della conseguenza di un’ostruzione nasale o rinofaringea che impedisce un corretto passaggio dell’aria.

Se non trattata, questa condizione può diventare cronica e influenzare la crescita cranio-facciale.

Respirazione orale nel bambino: quali sono le cause?

Le cause della respirazione orale nei bambini possono essere suddivise in due categorie principali: congenite e acquisite.

Cause congenite

Sono presenti fin dalla nascita e includono:

  • Malformazioni delle cavità nasali

  • Atresia coanale (rara anomalia congenita in cui le vie aeree nasali posteriori sono ostruite da tessuto osseo o membranoso, impedendo il passaggio dell’aria dalla narice alla faringe)

  • Deviazioni importanti del setto nasale

Queste condizioni riducono lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria.

Cause acquisite

Sono le più comuni e si sviluppano nel tempo. Tra le principali troviamo:

  • Fratture nasali

  • Riniti allergiche o croniche

  • Rinofaringiti ricorrenti

  • Polipi nasali

  • Sinusite cronica

  • Adenoidi ingrossate (ipertrofia adenoidea)

  • Tonsilliti croniche

L’ingrossamento delle adenoidi è una delle cause più frequenti di respirazione orale notturna nel bambino.

Conseguenze della respirazione orale nei bambini

Respirare con la bocca in modo abituale può avere effetti su diversi aspetti della crescita.

1. Alterazioni dello sviluppo del viso

La respirazione orale può modificare la crescita delle ossa facciali causando:

  • Viso allungato

  • Mascellare superiore stretto

  • Mandibola che cresce verso il basso e all’indietro

  • Occhiaie e sorriso gengivale (gummy smile)

2. Problemi ortodontici

Dal punto di vista dentale, i bambini che respirano con la bocca possono sviluppare:

  • Morso aperto

  • Morso crociato posteriore

  • Incisivi superiori inclinati in avanti

La posizione scorretta della lingua e la mancanza del corretto sigillo labiale alterano l’equilibrio tra le arcate dentarie.

3. Problemi del cavo orale e infezioni ricorrenti

La respirazione orale può favorire:

  • Bocca secca

  • Gengiviti

  • Faringiti frequenti

  • Tonsilliti ricorrenti

L’aria che entra dalla bocca, infatti, non viene filtrata e umidificata come avviene nel naso.

Come capire se un bambino respira con la bocca?

Alcuni segnali comuni includono:

  • Bocca sempre aperta

  • Russamento notturno

  • Sonno agitato

  • Occhiaie evidenti

  • Difficoltà a mantenere le labbra chiuse a riposo

  • Riniti frequenti

Se questi sintomi persistono, è consigliabile una valutazione specialistica.

 

Come correggere la respirazione orale nel bambino?

Il trattamento della respirazione orale richiede spesso un approccio multidisciplinare.

1. Valutazione otorinolaringoiatrica

Il primo passo è individuare e trattare l’eventuale ostruzione delle vie aeree superiori. Il medico potrà valutare:

  • Terapia farmacologica

  • Trattamento delle allergie

  • Eventuale intervento sulle adenoidi

2. Ortodonzia intercettiva

Durante la crescita, l’ortodontista può intervenire con:

  • Apparecchi mobili

  • Apparecchi fissi

  • Espansore palatale

L’espansione del palato può migliorare sia l’allineamento dentale sia lo spazio della cavità nasale.

3. Terapia miofunzionale (logopedia)

La terapia miofunzionale aiuta a riequilibrare i muscoli del viso e della bocca attraverso esercizi mirati per:

  • Ripristinare la respirazione nasale

  • Correggere la postura della lingua

  • Migliorare la deglutizione

  • Rinforzare il tono delle labbra

Quando intervenire?

È fondamentale intervenire precocemente. Già tra i 3 e i 4 anni è possibile individuare i primi segnali di respirazione orale.

Un trattamento tempestivo permette di:

  • Prevenire alterazioni scheletriche

  • Ridurre la necessità di trattamenti ortodontici complessi in futuro

  • Migliorare la qualità del sonno

  • Favorire una crescita armonica del volto

Conclusioni

La respirazione orale nel bambino non è solo un’abitudine, ma spesso il segnale di un problema respiratorio o funzionale. Ignorarla può portare a conseguenze ortodontiche, posturali e respiratorie.

Una diagnosi precoce e un approccio integrato tra pediatra, otorinolaringoiatra, ortodontista e logopedista rappresentano la strategia migliore per garantire al bambino una crescita sana e una corretta respirazione.

 


L’IMPORTANZA DELLA POSIZIONE DELLA LINGUA PER IL SORRISO

La postura della lingua nei bambini: perché è la chiave per un sorriso sano e armonioso

Molti genitori pensano che la salute dei denti dei propri figli dipenda solo dallo spazzolino o dalla genetica. In realtà, esiste un “regista invisibile” che modella la bocca e il viso durante la crescita: la lingua. La sua posizione, infatti, non influenza solo la masticazione, ma determina lo sviluppo armonico delle arcate dentarie e dell’intero distretto oro-facciale.

Dove deve stare la lingua? La posizione corretta

Per favorire una crescita equilibrata, la lingua a riposo deve posizionarsi contro il palato, precisamente sullo spot palatino (la zona rugosa dietro gli incisivi superiori). In questa condizione, i denti sono leggermente staccati, le labbra chiuse e la respirazione avviene correttamente attraverso il naso.

Cosa succede se la lingua è pigra o “spinge” male?

Se la lingua rimane bassa o spinge contro i denti (deglutizione atipica), può causare una serie di problematiche che vanno oltre il semplice dente storto:

  • Palato stretto e affollamento dentale.

  • Malocclusioni, come il morso aperto o incisivi sporgenti.

  • Problemi respiratori, con tendenza a respirare con la bocca.

  • Difetti di pronuncia di alcuni suoni.

  • Tensioni muscolari che possono influenzare persino la postura del collo e del corpo.

L’importanza di agire presto: lo screening tra i 4 e i 6 anni

Non bisogna aspettare che tutti i denti definitivi siano spuntati. Uno screening precoce tra i 4 e i 6 anni permette di individuare squilibri quando le ossa sono ancora malleabili. Intervenire subito è un vero investimento sulla salute futura del bambino, evitando terapie molto più invasive e lunghe in età adolescenziale.

La sinergia vincente: Ortodonzia e Logopedia

 

logopedia

 

Per risolvere davvero il problema, non basta “raddrizzare i denti”. È necessario un approccio multidisciplinare dove due figure professionali lavorano mano nella mano:

1. Il ruolo dell’Ortodontista: la struttura

L’ortodontista interviene sulla parte anatomica. Attraverso apparecchi o espansori del palato, crea lo spazio necessario affinché la lingua possa finalmente trovare la sua sede naturale sul palato.

2. Il ruolo del Logopedista: la funzione

Qui entra in gioco la logopedia, fondamentale per rendere i risultati stabili nel tempo. Il logopedista insegna al bambino a usare correttamente i muscoli della bocca attraverso la rieducazione miofunzionale. Nello specifico, il logopedista aiuta a:

  • Tonificare i muscoli di labbra e guance.

  • Correggere la deglutizione e la posizione della lingua.

  • Automatizzare la respirazione nasale.

Senza la rieducazione logopedica, il rischio è che i denti, una volta tolto l’apparecchio, tornino a spostarsi a causa delle spinte errate della lingua.

Un impegno condiviso per un benessere duraturo

Mantenere l’equilibrio tra forma (i denti) e funzione (i muscoli) richiede una collaborazione costante tra specialisti e famiglia. Educare il bambino a respirare bene e a tenere la lingua al posto giusto è il segreto per assicurargli non solo un sorriso splendido, ma una crescita sana e armoniosa che lo accompagnerà per tutta la vita.

 


MAL DI ORECCHIE E ATM: ESISTE UNA CORRELAZIONE?

Articolazione temporo-mandibolare: che cos’è, quali disturbi può causare e come intervenire

Dolore alla mandibola, al volto o al collo, così come difficoltà nella masticazione, possono talvolta essere riconducibili a un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare. Si tratta di una struttura spesso poco conosciuta, nonostante sia una delle articolazioni più complesse del corpo umano.

L’articolazione temporo-mandibolare permette di compiere azioni fondamentali come parlare, masticare, deglutire ed esprimere le emozioni attraverso la mimica facciale.

Ma che cos’è esattamente l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e quali sono le cause dei disturbi temporo-mandibolari (DTM)?

Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare?

L’articolazione temporo-mandibolare, comunemente indicata con l’acronimo ATM, è il punto di connessione tra la mandibola e le ossa temporali del cranio. È localizzata ai lati del viso, in prossimità dell’orecchio e funziona in modo coordinato con l’articolazione controlaterale.

Durante l’apertura della bocca l’ATM esegue principalmente un movimento di rotazione, mentre durante la masticazione interviene anche un movimento di traslazione, consentendo alla mandibola di scorrere in avanti e lateralmente.

Dal punto di vista anatomico, l’articolazione è composta da:

  • il condilo mandibolare;
  • la fossa articolare dell’osso temporale;
  • un disco articolare (o menisco) che si interpone tra le superfici ossee, facilitandone lo scorrimento e ammortizzando i carichi.

 

Le funzioni principali dell’ATM

Grazie alla sua struttura e alla coordinazione con i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare svolge un ruolo chiave in numerose attività quotidiane, tra cui:

  • la masticazione, permettendo movimenti complessi nei tre piani dello spazio;
  • la fonazione e la deglutizione, in collaborazione con le altre strutture dell’apparato oro-rino-faringeo.

Il corretto funzionamento dell’ATM è quindi indispensabile per garantire comfort, efficienza e benessere nelle funzioni orali di base.

 

Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare

Le articolazioni temporo-mandibolari collegano la mandibola al cranio e lavorano in modo sincronizzato, poiché entrambe sono connesse allo stesso osso. Proprio per questa complessità, un’alterazione dell’equilibrio tra le diverse componenti può generare disagi funzionali e dolore.

Con il termine disturbi temporo-mandibolari (DTM) si identifica un insieme di condizioni che coinvolgono l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli deputati alla masticazione e le strutture correlate.

 

Quanto sono diffusi i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari interessano persone di età diverse, ma presentano un picco di incidenza intorno ai 30 anni, per poi ridursi progressivamente con l’avanzare dell’età.

Le donne risultano maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 4 a 1, soprattutto nella fascia compresa tra i 25 e i 40 anni.

Molti pazienti tendono a sottovalutare i sintomi e si rivolgono allo specialista solo quando compaiono segnali evidenti, come rumori articolari (“scrosci” o “clickdella mandibola), difficoltà nei movimenti di apertura e chiusura della bocca, problemi nella masticazione o dolore persistente.

 

Quali sono le principali cause dei disturbi temporo-mandibolari?

L’origine delle DTM è generalmente multifattoriale e spesso il risultato dell’interazione di più elementi, tra cui:

  • abitudini scorrette della bocca, come mordicchiare penne o unghie, oppure l’uso eccessivo di gomme da masticare, e le parafunzioni quali bruxismo e serramento dentale;
  • fattori psicologici e comportamentali, come stress, ansia, squilibri ormonali e problemi posturali;
  • alterazioni strutturali, ad esempio traumi, fratture che coinvolgono l’ATM o anomalie dello sviluppo;
  • malocclusioni, considerate un fattore predisponente o aggravante.

 

Come si manifestano i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari possono provocare sintomi variabili nel tempo, sia transitori sia cronici. Tra i più comuni rientrano:

  • dolore al viso, alla mandibola e alle aree limitrofe, compresa la regione auricolare;
  • dolore cervicale o alle spalle;
  • cefalea ricorrente;
  • difficoltà nella masticazione, soprattutto con alimenti duri;
  • limitazione o blocco dei movimenti mandibolari;
  • gonfiore localizzato al volto, al collo o alla spalla;
  • acufeni;
  • riduzione della capacità uditiva;
  • vertigini e disturbi visivi.

L’odontoiatra specializzato in gnatologia può inoltre individuare segni clinici indiretti, come usura dentale, interferenze occlusali o eccessiva mobilità dei denti, indicativi di un’alterata funzione dell’apparato masticatorio.

 

Classificazione dei disturbi temporo-mandibolari

Le DTM possono essere suddivise in diverse categorie principali:

  • disturbi di origine muscolare, caratterizzati da dolore e rigidità dei muscoli masticatori e limitazione dei movimenti mandibolari;
  • alterazioni del disco articolare, spesso percepite come rumori articolari in prossimità dell’orecchio. In alcuni casi il disco viene ricatturato durante l’apertura della bocca, in altri può causare un vero e proprio blocco mandibolare;
  • patologie infiammatorie o degenerative, come artriti o artrosi dell’ATM, che determinano un progressivo rimodellamento articolare associato a dolore, acufeni e cefalee.

 

Come si affrontano le disfunzioni temporo-mandibolari?

Non esiste una terapia valida per tutti i casi. Il professionista di riferimento è lo gnatologo, specialista nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi dell’ATM.

Il percorso diagnostico si articola generalmente in tre fasi:

  • anamnesi approfondita, per raccogliere informazioni sui sintomi, sulla loro durata e sulle modalità di insorgenza;
  • valutazione clinica, mediante palpazione muscolare, esami funzionali e analisi dei movimenti mandibolari;
  • indagini strumentali, come TAC Cone Beam o risonanza magnetica, utili a studiare le strutture ossee, la posizione del disco articolare e l’eventuale presenza di processi infiammatori.

Trattamenti per i problemi dell’articolazione temporo-mandibolare

Poiché le cause sono molteplici, anche l’approccio terapeutico è personalizzato e finalizzato a ridurre il carico sull’articolazione, alleviare i sintomi e ripristinare una corretta funzionalità mandibolare.

Lo gnatologo può indicare:

  1. bite o splint occlusali, dispositivi in resina che modificano temporaneamente i contatti tra i denti, riducono lo stress sull’ATM, favoriscono il rilassamento muscolare e proteggono i denti dall’usura;
  2. sedute di fisioterapia, mirate a migliorare la mobilità mandibolare, l’elasticità muscolare e la postura;
  3. terapie farmacologiche, con antinfiammatori o miorilassanti, se necessario;
  4. tecniche di gestione dello stress, come il biofeedback;
  5. procedure invasive, come l’artrocentesi, riservate a casi selezionati, per ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità articolare.

Anche se spesso poco conosciuti, i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare meritano attenzione. Riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi a uno specialista consente di intervenire tempestivamente, evitando l’aggravarsi della problematica e migliorando la qualità di vita del paziente.

 


DENTAL MONITORING: il monitoraggio ortodontico da remoto

dental monitoring monitoraggio ortodontico da remoto

DENTAL MONITORING: la nuova era del controllo ortodontico da remoto

Nel mondo dell’ortodonzia moderna, la tecnologia sta rivoluzionando il modo in cui i trattamenti vengono gestiti e monitorati. Tra le innovazioni più interessanti c’è Dental Monitoring, un software che consente di monitorare da remoto il trattamento ortodontico, direttamente dal proprio smartphone. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali vantaggi offre.

Che cos’è Dental Monitoring?

Dental Monitoring è una piattaforma digitale che permette all’ortodontista di monitorare i progressi del trattamento del paziente tra una visita in studio e l’altra. Grazie a questo sistema, il controllo non è più legato esclusivamente agli appuntamenti periodici, ma diventa continuo, costante e personalizzato.

In pratica, lo smartphone del paziente si trasforma in uno scanner dentale remoto, attraverso il quale il medico può osservare l’evoluzione del trattamento, fornire indicazioni, risolvere eventuali problemi e ottimizzare l’efficacia del percorso ortodontico.

Come funziona?

Il funzionamento di Dental Monitoring è semplice e intuitivo:

  1. Scarica l’app sul tuo smartphone utilizzando il link ricevuto dal tuo ortodontista via email per l’attivazione.
  2. Utilizza la ScanBox, uno strumento fornito dal tuo ortodontista, per effettuare le scansioni intraorali secondo la frequenza stabilita dal medico (l’app ti invierà dei  promemoria).
  3. Invia le scansioni tramite l’app: l’ortodontista riceverà direttamente le immagini e potrà analizzare in tempo reale i progressi del trattamento.
  4. Ricevi feedback e istruzioni personalizzate: attraverso l’app potrai consultare il tuo report clinico, seguire i suggerimenti forniti e comunicare direttamente con il tuo medico, senza bisogno di fissare un appuntamento in studio.

I vantaggi di Dental Monitoring

Utilizzare Dental Monitoring durante un trattamento ortodontico offre numerosi benefici, sia per il paziente che per il professionista:

  • Controllo costante sull’andamento del trattamento, anche tra una visita e l’altra.
  • Intercettazione precoce di eventuali problematiche, per intervenire tempestivamente.
  • Valutazione precisa dell’evoluzione ortodontica attraverso il confronto tra le varie scansioni.
  • Protocollo personalizzato in base alle esigenze specifiche del singolo paziente.
  • Comunicazione diretta e continua tra medico e paziente, per migliorare l’esperienza e la qualità del trattamento.

In conclusione

Dental Monitoring rappresenta una svolta nella gestione dell’ortodonzia: un modo intelligente, sicuro e personalizzato per accompagnare ogni paziente lungo il percorso verso un sorriso perfetto. Se stai affrontando un trattamento ortodontico, chiedi al tuo specialista se questo servizio è disponibile per te: potresti scoprire quanto è comodo avere il tuo ortodontista sempre… a portata di smartphone!

Guarda il nostro video informativo sul funzionamento del software e su come fare le scansioni!

 

 


Denti che si spostano dopo la terapia ortodontica?

Perché i denti si spostano dopo una terapia ortodontica? Cause, rimedi e prevenzione.

Dopo aver portato l’apparecchio e aver ottenuto un sorriso allineato, può capitare che i denti inizino lentamente a spostarsi di nuovo. È un fenomeno possibile, ma non per questo da sottovalutare.

Cause principali dello spostamento dei denti

Dopo la fine del trattamento ortodontico, i denti tendono a tornare nella loro posizione originaria a causa della “memoria” delle fibre elastiche che li circondano. Altri fattori che possono influire sono:
• Mancato o scorretto utilizzo delle contenzioni
Crescita ossea e cambiamenti legati all’età
Bruxismo o abitudini scorrette (come spingere la lingua contro i denti)
Perdita di denti o cambiamenti nell’occlusione

Rimedi per contrastare lo spostamento

La soluzione più efficace è il corretto uso dei dispositivi di contenzione (mobili o fissi), da indossare secondo le indicazioni dell’ortodontista.

Prevenzione: cosa puoi fare

• Segui sempre le indicazioni dell’ortodontista, soprattutto per quanto riguarda la fase di contenzione
• Rispetta regolarmente i controlli post-trattamento
• Mantieni una buona igiene orale e segnala subito eventuali cambiamenti nella posizione dei denti

Con attenzione e costanza, è possibile mantenere nel tempo i risultati ottenuti e preservare un sorriso sano e armonioso.

Per approfondire l’argomento, leggi anche l’articolo della nostra associazione FaceXP che trovi a questo link.

 

 

 


Tutorial urgenze ortodontiche in vacanza

Guarda il nostro video tutorial per gestire un’urgenza ortodontica in autonomia!

 

Durante la terapia ortodontica si possono presentare delle urgenze come attacchi staccati o filo che punge;
con questo video ti spieghiamo come gestirle in autonomia e in sicurezza.

Non dimenticare di portare in vacanza con te il kit ortodontico completo di elastici e cera ortodontica in quantità sufficiente per tutta la durata della tua vacanza!

Vi ricordiamo che saremo chiusi dal 12 al 21 agosto compresi.
Solo per urgenze ortodontiche siamo reperibili telefonicamente al numero
345-2209329 nei giorni feriali dalle ore 17:00 alle ore 18:00.

 

 


La suzione non nutritiva: quando e perché tuo figlio dovrebbe smettere di succhiare il ciuccio e il dito?

La salute orale dei bambini è una priorità fondamentale e uno degli aspetti cruciali da considerare è l’abitudine di succhiare il dito o il ciuccio. Sebbene queste abitudini siano comuni e spesso confortanti per i più piccoli, è importante sapere quando e perché è necessario intervenire per limitarle.

Perché i bambini succhiano il ciuccio o il dito?

Succhiare il dito o il ciuccio è un comportamento naturale nei neonati e nei bambini piccoli. È un modo per loro di calmarsi, sentirsi sicuri e confortati. Tuttavia, quando questa abitudine persiste oltre i primi anni di vita, può portare a problemi significativi per lo sviluppo dentale e orale.

I Rischi a Lungo Termine

  1. Malformazioni Dentali: il succhiare prolungato può causare un disallineamento dei denti, come l’apertura anteriore (open bite) o il morso incrociato (crossbite). Questi problemi possono richiedere trattamenti ortodontici complessi e costosi in futuro.
  2. Problemi di Pronuncia: la pressione costante esercitata dal dito o dal ciuccio può influenzare la posizione della lingua e lo sviluppo della mascella, portando a difficoltà nella pronuncia di alcune lettere e parole.
  3. Infezioni e Irritazioni: succhiare il dito può aumentare il rischio di infezioni orali e irritazioni della pelle, specialmente se le mani non sono sempre pulite.

Quando Intervenire?

Il Ministero della Salute raccomanda di ridurre la suzione non nutritiva a partire dai 2 anni, sospendendola entro i 3, così da limitare l’insorgere di alterazioni nello sviluppo della bocca. Se questa abitudine “viziata” viene abbandonata prima che spuntino i denti permanenti, molti dei problemi andranno incontro ad una risoluzione spontanea.

Come Aiutare il Bambino a Smettere?

  1. Rinforzo Positivo: lodate il bambino quando non succhia il dito o il ciuccio. Offrite piccoli premi per incoraggiarlo a mantenere il comportamento corretto.
  2. Sostituzione: offrite alternative per il comfort, come un peluche o una coperta speciale.
  3. Gradualità: riducete gradualmente il tempo in cui il bambino usa il ciuccio, iniziando con il limitarlo solo ai momenti di sonno.
  4. Supporto e Comprensione: parlate con il vostro bambino, spiegando perché è importante smettere. La comprensione e il supporto emotivo sono essenziali.
  5. Consultare un Professionista: se l’abitudine persiste, è utile parlare con un dentista pediatrico. Un professionista può offrire consigli personalizzati e tecniche specifiche per aiutare il bambino a smettere.

Aiutare il vostro bambino a superare l’abitudine di succhiare il dito o il ciuccio è un passo importante per la sua salute orale e il suo sviluppo complessivo. Con pazienza, comprensione e le giuste strategie, è possibile fare questa transizione in modo positivo e efficace.

In questo processo può venirvi in soccorso la fatina del ciuccio: appoggiate tutti i ciucci con un bel fiocco colorato sul davanzale della finestra o sul balcone e provate a dire a vostro figlio che di notte arriverà la fatina a prenderli per portarli ai bimbi più piccoli che ne hanno veramente bisogno!

 

 


Suzione del pollice: Perché il tuo bimbo dovrebbe smettere?

È importante comprendere i motivi per cui è consigliabile abbandonare questa abitudine. Scopriamoli insieme!
Effetti sullo sviluppo del palato e della dentizione: La suzione non nutritiva prolungata può influire sulla forma del palato e sulla posizione dei denti. Può causare malocclusioni, come il mal allineamento dei denti o la formazione di un palato stretto. Questo potrebbe richiedere trattamenti ortodontici in futuro per correggere la situazione.
Possibili problemi del linguaggio e della pronuncia: la suzione non nutritiva può anche influire sullo sviluppo del linguaggio. La posizione costante del ciuccio o del dito nella bocca può rendere difficile la corretta pronuncia dei suoni e ostacolare lo sviluppo delle abilità linguistiche.
Aumento del rischio di infezioni: L’uso prolungato del ciuccio o del succhiare il dito può aumentare il rischio di infezioni, come infezioni dell’orecchio o problemi alla gola. L’umidità e la presenza costante di oggetti estranei nella bocca possono favorire la crescita di batteri nocivi.
La suzione non nutritiva può diventare una dipendenza per il bambino, che può avere difficoltà a rinunciarvi. Questo può creare problemi emotivi e stress sia per il bambino che per i genitori.
È importante aiutare il bambino a sviluppare alternative salutari per trovare conforto e sicurezza.
Come aiutare il tuo bambino ad abbandonare la suzione non nutritiva?
Introdurre gradualmente alternative salutari: offri al tuo bambino alternative, come un animaletto di peluche rassicurante o una copertina morbida, per sostituire il ciuccio o il dito. Questi oggetti possono fornire conforto e sicurezza senza gli effetti negativi della suzione non nutritiva.
Coinvolgi il tuo dentista: consulta il tuo ortodontista di fiducia. Saranno in grado di valutare la situazione orale del tuo bambino e fornirti consigli personalizzati per aiutarlo ad abbandonare questa abitudine.
Parla con il tuo bambino: spiega al tuo bambino in modo semplice e amorevole perché è importante smettere di succhiare il ciuccio o il dito. Coinvolgilo nella decisione e celebratelo quando raggiunge dei progressi.
Sii un modello positivo: mostra al tuo bambino che anche tu hai abitudini sane per la salute orale.


Trattamento ortodontico-chirurgico: una soluzione per un sorriso e un volto perfetto!

L’ortodonzia chirurgica è una procedura avanzata che combina la chirurgia maxillo-facciale con l’ortodonzia tradizionale per correggere problemi dentali e scheletrici complessi. È un’opzione ideale per coloro che presentano alterazioni delle strutture scheletriche responsabili di moloclusione e alterazioni facciali.

 

Durante il trattamento ortodontico chirurgico, il nostro team di specialisti altamente qualificati lavora in stretta collaborazione con il chirurgo maxillo-facciale per pianificare ed eseguire un intervento chirurgico accurato. Prima dell’intervento, effettueremo una valutazione completa del vostro caso, utilizzando tecnologie all’avanguardia come la radiografia tridimensionale (CBCT) per ottenere una visione dettagliata della vostra struttura ossea.
La terapia si articola in una fase ortodontica pre-chirurgica durante la quale con l’apparecchio si metteranno i denti nella loro posizione ideale, segue poi l’intervento chirurgico eseguito con l’apparecchio in bocca e infine la fase ortodontica post chirurgia con la quale si completerà la terapia.
L’ortodonzia chirurgica offre numerosi benefici:
– una funzione masticatoria corretta;
– un miglioramento della salute orale;
– un miglioramento importante dell’estetica del viso e del sorriso. 
Ricordate che uno splendido sorriso può fare la differenza nella vostra vita e noi siamo qui per aiutarvi a ottenerlo.
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I VANTAGGI DEI TRATTAMENTI COMBINATI

Dimensioni ridotte dei denti, assenza di elementi dentali o mal posizionamento dei denti spesso sono motivi di notevole disagio personale è pertanto consigliabile eseguire una terapia ad hoc per ogni tipo di esigenza e situazione.

I trattamenti combinati di ortodonzia e conservativa possono anche aiutare a migliorare la funzionalità dei denti. Ciò significa che,  oltre a migliorare l’estetica dei denti, i pazienti possono anche godere di una migliore capacità di masticazione e di una migliore salute orale complessiva.

 

Per conoscere i vari aspetti di applicazione di questo trattamento combinato clicca qui:

https://myfacexpert.it/odontoiatria-conservativa-e-ortodonzia/