MAL DI ORECCHIE E ATM: ESISTE UNA CORRELAZIONE?

Articolazione temporo-mandibolare: che cos’è, quali disturbi può causare e come intervenire

Dolore alla mandibola, al volto o al collo, così come difficoltà nella masticazione, possono talvolta essere riconducibili a un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare. Si tratta di una struttura spesso poco conosciuta, nonostante sia una delle articolazioni più complesse del corpo umano.

L’articolazione temporo-mandibolare permette di compiere azioni fondamentali come parlare, masticare, deglutire ed esprimere le emozioni attraverso la mimica facciale.

Ma che cos’è esattamente l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) e quali sono le cause dei disturbi temporo-mandibolari (DTM)?

Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare?

L’articolazione temporo-mandibolare, comunemente indicata con l’acronimo ATM, è il punto di connessione tra la mandibola e le ossa temporali del cranio. È localizzata ai lati del viso, in prossimità dell’orecchio e funziona in modo coordinato con l’articolazione controlaterale.

Durante l’apertura della bocca l’ATM esegue principalmente un movimento di rotazione, mentre durante la masticazione interviene anche un movimento di traslazione, consentendo alla mandibola di scorrere in avanti e lateralmente.

Dal punto di vista anatomico, l’articolazione è composta da:

  • il condilo mandibolare;
  • la fossa articolare dell’osso temporale;
  • un disco articolare (o menisco) che si interpone tra le superfici ossee, facilitandone lo scorrimento e ammortizzando i carichi.

 

Le funzioni principali dell’ATM

Grazie alla sua struttura e alla coordinazione con i muscoli masticatori, l’articolazione temporo-mandibolare svolge un ruolo chiave in numerose attività quotidiane, tra cui:

  • la masticazione, permettendo movimenti complessi nei tre piani dello spazio;
  • la fonazione e la deglutizione, in collaborazione con le altre strutture dell’apparato oro-rino-faringeo.

Il corretto funzionamento dell’ATM è quindi indispensabile per garantire comfort, efficienza e benessere nelle funzioni orali di base.

 

Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare

Le articolazioni temporo-mandibolari collegano la mandibola al cranio e lavorano in modo sincronizzato, poiché entrambe sono connesse allo stesso osso. Proprio per questa complessità, un’alterazione dell’equilibrio tra le diverse componenti può generare disagi funzionali e dolore.

Con il termine disturbi temporo-mandibolari (DTM) si identifica un insieme di condizioni che coinvolgono l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli deputati alla masticazione e le strutture correlate.

 

Quanto sono diffusi i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari interessano persone di età diverse, ma presentano un picco di incidenza intorno ai 30 anni, per poi ridursi progressivamente con l’avanzare dell’età.

Le donne risultano maggiormente colpite rispetto agli uomini, con un rapporto di circa 4 a 1, soprattutto nella fascia compresa tra i 25 e i 40 anni.

Molti pazienti tendono a sottovalutare i sintomi e si rivolgono allo specialista solo quando compaiono segnali evidenti, come rumori articolari (“scrosci” o “clickdella mandibola), difficoltà nei movimenti di apertura e chiusura della bocca, problemi nella masticazione o dolore persistente.

 

Quali sono le principali cause dei disturbi temporo-mandibolari?

L’origine delle DTM è generalmente multifattoriale e spesso il risultato dell’interazione di più elementi, tra cui:

  • abitudini scorrette della bocca, come mordicchiare penne o unghie, oppure l’uso eccessivo di gomme da masticare, e le parafunzioni quali bruxismo e serramento dentale;
  • fattori psicologici e comportamentali, come stress, ansia, squilibri ormonali e problemi posturali;
  • alterazioni strutturali, ad esempio traumi, fratture che coinvolgono l’ATM o anomalie dello sviluppo;
  • malocclusioni, considerate un fattore predisponente o aggravante.

 

Come si manifestano i disturbi dell’ATM?

I disturbi temporo-mandibolari possono provocare sintomi variabili nel tempo, sia transitori sia cronici. Tra i più comuni rientrano:

  • dolore al viso, alla mandibola e alle aree limitrofe, compresa la regione auricolare;
  • dolore cervicale o alle spalle;
  • cefalea ricorrente;
  • difficoltà nella masticazione, soprattutto con alimenti duri;
  • limitazione o blocco dei movimenti mandibolari;
  • gonfiore localizzato al volto, al collo o alla spalla;
  • acufeni;
  • riduzione della capacità uditiva;
  • vertigini e disturbi visivi.

L’odontoiatra specializzato in gnatologia può inoltre individuare segni clinici indiretti, come usura dentale, interferenze occlusali o eccessiva mobilità dei denti, indicativi di un’alterata funzione dell’apparato masticatorio.

 

Classificazione dei disturbi temporo-mandibolari

Le DTM possono essere suddivise in diverse categorie principali:

  • disturbi di origine muscolare, caratterizzati da dolore e rigidità dei muscoli masticatori e limitazione dei movimenti mandibolari;
  • alterazioni del disco articolare, spesso percepite come rumori articolari in prossimità dell’orecchio. In alcuni casi il disco viene ricatturato durante l’apertura della bocca, in altri può causare un vero e proprio blocco mandibolare;
  • patologie infiammatorie o degenerative, come artriti o artrosi dell’ATM, che determinano un progressivo rimodellamento articolare associato a dolore, acufeni e cefalee.

 

Come si affrontano le disfunzioni temporo-mandibolari?

Non esiste una terapia valida per tutti i casi. Il professionista di riferimento è lo gnatologo, specialista nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi dell’ATM.

Il percorso diagnostico si articola generalmente in tre fasi:

  • anamnesi approfondita, per raccogliere informazioni sui sintomi, sulla loro durata e sulle modalità di insorgenza;
  • valutazione clinica, mediante palpazione muscolare, esami funzionali e analisi dei movimenti mandibolari;
  • indagini strumentali, come TAC Cone Beam o risonanza magnetica, utili a studiare le strutture ossee, la posizione del disco articolare e l’eventuale presenza di processi infiammatori.

Trattamenti per i problemi dell’articolazione temporo-mandibolare

Poiché le cause sono molteplici, anche l’approccio terapeutico è personalizzato e finalizzato a ridurre il carico sull’articolazione, alleviare i sintomi e ripristinare una corretta funzionalità mandibolare.

Lo gnatologo può indicare:

  1. bite o splint occlusali, dispositivi in resina che modificano temporaneamente i contatti tra i denti, riducono lo stress sull’ATM, favoriscono il rilassamento muscolare e proteggono i denti dall’usura;
  2. sedute di fisioterapia, mirate a migliorare la mobilità mandibolare, l’elasticità muscolare e la postura;
  3. terapie farmacologiche, con antinfiammatori o miorilassanti, se necessario;
  4. tecniche di gestione dello stress, come il biofeedback;
  5. procedure invasive, come l’artrocentesi, riservate a casi selezionati, per ridurre l’infiammazione e migliorare la funzionalità articolare.

Anche se spesso poco conosciuti, i disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare meritano attenzione. Riconoscere precocemente i sintomi e rivolgersi a uno specialista consente di intervenire tempestivamente, evitando l’aggravarsi della problematica e migliorando la qualità di vita del paziente.

 


DENTE DA LATTE ROTTO O SPEZZATO: COSA FARE?

Dente da latte rotto o scheggiato: cosa fare?
La frattura di un dente da latte è un evento piuttosto comune nei bambini, con una frequenza persino superiore rispetto ai traumi che coinvolgono i denti permanenti. Questo tipo di incidente si verifica soprattutto nei primi anni di vita, in particolare tra i 2 e i 3 anni, quando i piccoli iniziano a muoversi in modo più autonomo.
Perché si rompe un dente da latte?
Le cause di un dente da latte rotto o spezzato possono essere diverse e dipendono sia da fattori esterni sia da caratteristiche della bocca del bambino.
Cause esterne
Nei primi anni di crescita, i bambini attraversano fasi delicate come:

  • l’apprendimento della posizione eretta;
  • l’inizio della deambulazione;
  • l’aumento dell’attività di gioco.

Cadute accidentali durante il gioco, urti contro superfici dure o piccoli scontri con altri bambini rappresentano le situazioni più frequenti che possono portare a un trauma dentale.

Cause legate alla sfera orale
Alcune condizioni possono aumentare il rischio di frattura dei denti da latte, tra cui:

  • anomalie dento-scheletriche;
  • eccessiva protrusione dei denti anteriori;
  • abitudini scorrette;
  • respirazione prevalentemente orale;
  • suzione prolungata del dito, labbro o ciuccio.

Il principale fattore di rischio è la protrusione dentale, ovvero quando gli incisivi superiori sporgono in modo marcato, spesso associata a una incompetenza labiale, situazione in cui le labbra non riescono a coprire adeguatamente i denti.

Anche alcuni comportamenti incidono sul rischio di trauma: bambini molto vivaci o con difficoltà di attenzione risultano più esposti, così come l’abitudine di mordere oggetti come penne o matite.

 

Come vengono classificati i traumi dentali?

Secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i traumi dentali si distinguono in base alla parte del dente o ai tessuti coinvolti. Le fratture possono interessare:

  1. solo lo smalto;
  2. smalto e dentina;
  3. smalto e dentina con coinvolgimento della polpa;
  4. la corona e la radice;
  5. esclusivamente la radice.

Il trauma può inoltre estendersi ai tessuti di supporto del dente, come osso, gengiva e legamento parodontale.

 

È possibile prevenire i traumi ai denti da latte?

La prevenzione è possibile ed è fondamentale per limitare dolore, problemi funzionali ed effetti estetici.

Si distingue in:

  • prevenzione primaria, che ha lo scopo di evitare il trauma attraverso una corretta informazione rivolta a genitori e insegnanti, sia in ambito domestico sia scolastico;
  • prevenzione secondaria, che entra in gioco quando il trauma si è già verificato e mira a ridurre le complicanze grazie a un intervento tempestivo, a una diagnosi precoce e a un trattamento adeguato.

 

Come comportarsi in caso di trauma dentale?

Un trauma ai denti da latte va sempre considerato un’urgenza. È quindi importante portare il bambino il prima possibile da un odontoiatra o da uno specialista in odontoiatria pediatrica.

Durante la visita, il professionista raccoglierà informazioni sull’accaduto, effettuerà un esame clinico accurato e, se necessario, richiederà esami radiografici per definire il piano di trattamento più idoneo. 

Il trattamento dopo la visita pedodontica

Solo dopo la valutazione clinica è possibile stabilire la terapia più appropriata e la prognosi, sia per il dente da latte coinvolto sia per i tessuti di supporto e per i denti permanenti in fase di sviluppo.

Nei casi in cui il trauma interessi esclusivamente lo smalto, può essere sufficiente levigare eventuali margini irregolari per evitare lesioni a labbra o mucose, accompagnando il tutto con controlli periodici.

Se il danno è più esteso, il dentista applicherà protocolli specifici in base alla situazione clinica e programmerà controlli successivi per monitorare eventuali complicanze tardive, come la necrosi del dente, che può manifestarsi con scurimento dentale o la comparsa di una fistola.

Quando il trauma provoca lo spostamento del dente da latte, spesso è sufficiente attendere il ripristino spontaneo della posizione. Se invece il dente ostacola la normale chiusura della bocca, può essere necessario un riposizionamento manuale seguito da un bloccaggio.

In caso di avulsione, cioè perdita completa del dente, il dente da latte non viene reimpiantato per evitare danni al dente permanente sottostante.

Talvolta il trauma può coinvolgere anche il dente definitivo ancora in formazione: in queste situazioni, l’intervento tempestivo dell’odontoiatra è fondamentale per ridurre al minimo le possibili conseguenze future.

 


DENTI DEL GIUDIZIO E AFFOLLAMENTO DENTALE

Dente del giudizio: cosa è utile sapere

Il dente del giudizio rappresenta l’ultimo elemento della dentizione permanente e, in alcune situazioni, può diventare motivo di preoccupazione, soprattutto quando si rende necessaria la sua estrazione. Comprendere il suo ruolo e le possibili implicazioni è fondamentale per affrontare con maggiore consapevolezza eventuali problematiche.

Durante l’infanzia e l’adolescenza, l’organismo attraversa numerosi cambiamenti legati alla crescita e allo sviluppo. Anche il sorriso evolve nel tempo attraverso due fasi principali: la dentizione decidua (o da latte) e quella permanente. Tra i 6 e i 12 anni avviene il passaggio dai denti temporanei a quelli definitivi. Successivamente, a distanza di alcuni anni dal completamento della permuta dentale, fanno la loro comparsa i terzi molari, comunemente chiamati “denti del giudizio”.

Questi denti sono gli ultimi a erompere in ordine cronologico e solitamente compaiono tra i 17 e i 26 anni. Proprio per la loro eruzione tardiva, spesso associata simbolicamente all’ingresso nell’età adulta, hanno assunto il nome con cui sono comunemente conosciuti.

 

I denti del giudizio sono un retaggio dell’evoluzione?

I nostri antenati preistorici seguivano un’alimentazione che richiedeva un’intensa attività masticatoria. Di conseguenza, le arcate dentali erano più ampie e robuste, in grado di ospitare senza difficoltà tutti i denti, inclusi i terzi molari.

Con il progressivo cambiamento delle abitudini alimentari e l’introduzione di cibi cotti e più morbidi, lo sforzo masticatorio si è ridotto nel tempo. Questo ha comportato una diminuzione delle dimensioni delle arcate dentali, rendendo talvolta complessa l’eruzione del dente del giudizio. A ciò si aggiunge un aumento dei casi di agenesia, ovvero la mancata formazione di uno o più terzi molari. Questi elementi portano alcuni studiosi a considerare il dente del giudizio come una struttura sempre meno indispensabile, potenzialmente riconducibile a un residuo evolutivo.

Quando il dente del giudizio non erompe correttamente: quali conseguenze?

Essendo l’ultimo dente a comparire, il dente del giudizio deve adattarsi allo spazio residuo disponibile nell’arcata. In alcuni casi riesce a erompere completamente, in altri solo in parte, mentre talvolta rimane completamente incluso nell’osso.

Quando l’eruzione non avviene in modo corretto, possono manifestarsi diverse problematiche, tra cui:

  • Difficoltà nell’igiene orale: una posizione anomala può rendere complicata la pulizia del dente, favorendo la comparsa di carie. Inoltre, gengive e osso possono andare incontro a infiammazioni parodontali, poiché i batteri riescono a infiltrarsi più facilmente in profondità.
  • Danni ai denti adiacenti: il terzo molare può inclinarsi e premere contro il molare vicino, aumentando il rischio di carie, riassorbimenti radicolari o formazione di tasche gengivali con conseguente perdita di supporto osseo.
  • Formazione di cisti: seppur raramente, può svilupparsi una cisti, ovvero una cavità delimitata e contenente liquido, che nel tempo può aumentare di volume e coinvolgere le strutture circostanti.
  • Anatomia radicolare complessa: la carenza di spazio può determinare uno sviluppo irregolare delle radici, che possono assumere forme curve o uncinate, rendendo più articolate le eventuali procedure di estrazione.
  • Rapporto con il nervo alveolare: in alcune situazioni il dente del giudizio può trovarsi in stretta vicinanza con il nervo alveolare inferiore, che generalmente decorre al di sotto del dente, aspetto che richiede particolare attenzione in fase di valutazione clinica.

Il dente del giudizio può provocare affollamento dentale?

L’eruzione del dente del giudizio viene spesso indicata come una delle possibili cause del disallineamento dentale in età adulta. Secondo alcuni autori, il terzo molare contribuirebbe al peggioramento dell’affollamento con il passare degli anni. Altri studi, invece, attribuiscono questi cambiamenti a un insieme di fattori, riconoscendo una natura multifattoriale del fenomeno.

Tra gli elementi principali coinvolti si annoverano:

  • la dimensione e la conformazione delle basi scheletriche, determinate geneticamente;
  • i rimodellamenti fisiologici dell’osso, che avvengono nel corso della vita e non interessano direttamente i denti.

A questi aspetti si aggiungono ulteriori condizioni, quali:

  • la presenza di un affollamento già esistente;
  • l’azione di forze muscolari non equilibrate, ad esempio quelle esercitate da labbra e lingua;
  • l’eruzione dei terzi molari.

 

 

 


EVENTO: DORMIRE BENE PER CRESCERE MEGLIO

Evento con corso FAD (Formazione a Distanza) e 5 ECM (crediti formativi).

Il nostro Centro ha organizzato un incontro informativo dedicato a pediatri, otorinolaringoiatri, neurologi, medici di medicina generale, psicologi, fisioterapisti e logopedisti focalizzato sui disturbi del sonno in età evolutiva che si terrà mercoledì 19 novembre alle ore 18.30.Si tratta di un’iniziativa su scala nazionale rivolta alle suddette specializzazioni organizzata dall’Associazione FACExp. L’obiettivo dell’iniziativa è fornire ai professionisti strumenti pratici e aggiornati per riconoscere, valutare e affrontare i disturbi del sonno nei bambini e negli adolescenti, promuovendo al contempo una rete di collaborazione tra specialisti e medici del territorio.
Il progetto, intitolato “Dormire bene per crescere meglio”, consiste in:

1. INCONTRO INFORMATIVO, organizzato su tutto il territorio nazionale, che si terrà nel mese di novembre (presso il nostro studio sarà il 19 novembre ore 18.30) sui contenuti del corso “Dormire bene per crescere meglio” a cui avrai accesso gratuito nella versione integrale in formato FAD.

2. CORSO FAD gratuito che coinvolge un team multidisciplinare di specialisti in Ortodonzia, Neurologia, Pediatria e Otorinolaringoiatria, esperti nel campo della medicina del sonno. A tale corso, che elargirà 5 crediti formativi, avranno accesso i medici che parteciperanno all’incontro in sede del 19 novembre (durante l’incontro verrà data una panoramica del corso FAD per accedere agli ECM).

I relatori della FAD sono:
Dott. Antonio L. Gracco – Professore Associato, DNS, Università di Padova, Direttore Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, UniPd
Dott.ssa Giulia Milioli – Specialista in Neurologia, Responsabile ambulatorio multidisciplinare di medicina del sonno AIMS – Casa di Cura Città di Parma
Dott.ssa Serena Botto – Specialista in Pediatria e Master in Medicina del Sonno
Dott. Riccardo Gobbi – Specialista in Otorinolaringoiatria, Esperto EOS-DRS in Disturbi Respiratori in Sonno
Dott. Renato Cocconi – Specialista in Ortodonzia

Sarà un momento di confronto prezioso, pensato per rafforzare il dialogo tra professionisti e migliorare la qualità della cura dei piccoli pazienti.
La serata si concluderà con un cocktail dinner per continuare il confronto in un clima informale e conviviale.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa e sulle modalità di partecipazione o per eventuali chiarimenti, potete visitare il sito dell’associazione FACExp oppure contattarci telefonicamente allo 0438 34376.

Potete approfondire l’argomento anche leggendo questo articolo pubblicato su Doctor33, il portale riservato ai medici.

Vi aspettiamo!

 

043834376 (telefono e WhatsApp)
[email protected]

Via San Giuseppe 38/G – Conegliano (TV)

*Direttore Sanitario della Struttura Dr.ssa Erica Barina | Iscr. Albo Odontoiatri nr. 615/TV

 

 


ESTRAZIONE DEI DENTI DEL GIUDIZIO

Il dente del giudizio è il terzo ed ultimo molare a comparire in arcata e fa la sua comparsa generalmente tra i 17 e i 26 anni:
deve quindi adattarsi allo spazio residuo che gli altri denti gli hanno lasciato.

Talvolta riesce ad erompere completamente, talvolta solo parzialmente, altre volte ancora resta completamente sommerso nell’osso. I motivi che inducono il dentista ad estrarre il molare del giudizio possono essere diversi (velocità di eruzione, grado di formazione della radice, posizione e angolazione del germe) ma il principale è la mancanza di spazio.

Come comportarsi dopo l’estrazione:

Dopo l’estrazione, la velocità di recupero è strettamente legata al grado di difficoltà dell’intervento. I sintomi più comuni dopo l’estrazione sono:

  • dolore (anche per alcuni giorni);
  • gonfiore (da 1 a 7 giorni);
  • sanguinamento gengivale (talvolta nei primi 2 giorni dopo l’estrazione).

Quali comportamenti tenere nelle 24 ore successive all’intervento:

  • dormire con la testa sollevata su un paio di cuscini è un rimedio efficace per placare dolore e sanguinamento gengivale;
  • nel caso si verifichi un eventuale sanguinamento, si raccomanda di tener premuta una garza assorbente sul sito dell’estrazione;
  • assumere farmaci ad azione antidolorifica-antinfiammatoria prima che l’effetto dell’anestesia svanisca;
  • nelle prime 5-6 ore dopo l’intervento di estrazione dentale, si raccomanda di tenere una borsa del ghiaccio (avvolta in un panno morbido) all’esterno della mascella, in linea con il sito dell’intervento. Rimuovere il ghiaccio dopo 10 minuti ed applicarlo nuovamente dopo un’altra decina di minuti;
  • assumere la terapia farmacologica prescritta;
  • evitare di mettersi alla guida immediatamente dopo l’estrazione: si consiglia di farsi accompagnare da un familiare o da un amico, in particolare se l’intervento di estrazione del dente del giudizio è stato invasivo o complicato.

Nei giorni seguenti l’estrazione:

  • un adeguato riposo nei giorni successivi all’estrazione favorisce il recupero completo in minor tempo;
  • sciacquare delicatamente la bocca con collutori disinfettanti;
  • rivolgersi allo studio dentistico se il dolore persiste anche dopo 3 giorni dall’intervento dentale;
  • procedere con la normale igiene del cavo orale con estrema delicatezza nella sede d’estrazione dentale (non forzare con lo spazzolino, preferire quelli a setole morbide);
  • quando necessario, soffiare il naso con delicatezza per evitare che lo sforzo favorisca il sanguinamento gengivale.

In caso di febbre:

  • assumere farmaci antipiretici (es. paracetamolo) nelle dosi stabilite dal medico;
  • contattare immediatamente il dentista se la temperatura corporea supera i 39°C e non si riesce ad abbassare con i farmaci.

In caso di emorragia gengivale:

  • mantenere la calma;
  • mordere energicamente un tampone di garza sterile, mantenendolo premuto nel sito dell’intervento. Se l’emorragia gengivale persiste, riposizionare un nuovo tampone sterile e non rimuoverlo fintantoché il sanguinamento cessa;
  • applicare impacchi di ghiaccio esternamente;
  • rimuovere delicatamente eventuali coaguli di sangue presenti nella bocca, rispettando alla lettera le indicazioni suggerite dal chirurgo.

Cosa bere e cosa mangiare:

  • Seguire una “dieta morbida”, costituita da alimenti soffici come purè, zuppe tiepide, minestre tiepide, frullati, carne macinata, omogeneizzati, budini, pesce bollito ecc.;
  • bere molti liquidi per evitare la disidratazione;
  • evitare alimenti troppo caldi, eccessivamente freddi o acidi.

Cosa non fare:

  • Bere alcolici;
  • fumare (astenersi per almeno 7-10 giorni dopo l’estrazione del dente del giudizio);
  • risucchiare nel sito dell’estrazione: un simile comportamento dilata i tempi di guarigione della ferita ed aumenta il rischio d’infezione;
  • toccare la ferita con le mani, specie se sporche (le mani sono fonte di batteri);
  • utilizzare uno spazzolino a setole dure;
  • masticare chewingum o caramelle gommose nei 3 giorni successivi all’estrazione del dente;
  • masticare cibi solidi: un simile atteggiamento aumenta le probabilità d’infezione perché le particelle solide del cibo possono incastrarsi nella ferita ancora aperta, spalancando le porte all’ingresso di batteri;
  • assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico o salicilati in genere (potrebbero interferire con la coagulazione);
  • utilizzare lo spazzolino elettrico per la pulizia dentale: si raccomanda vivamente di evitare l’utilizzo dell’idropulsore fino alla completa guarigione della gengiva nella zona in cui è stato estratto il dente del giudizio;
  • praticare sport od altre attività fisiche pesanti nei tre giorni dopo l’estrazione di un dente del giudizio.

Per approfondire l’argomento, leggi anche l’articolo dell’Associazione FACExp.

 


OTTOBRE MESE DELLA PREVENZIONE DENTALE

Anche quest’anno il nostro centro aderisce al mese della prevenzione:

se non sei ancora nostro paziente, contattaci per programmare una visita specialistica nel mese di ottobre!
Non ci sono limiti di età per la prevenzione: le visite possono essere prenotate sia per pazienti adulti che in fase di crescita.

Disponibilità limitate!
Contattaci ai seguenti recapiti e ricordati di specificare che sei interessato/a a prenotare una visita durante il mese della prevenzione:

043834376 (telefono e WhatsApp)
dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 18:00
oppure inviaci una email a
[email protected]

Via San Giuseppe 38/G – Conegliano (TV)

*Direttore Sanitario della Struttura Dr.ssa Erica Barina | Iscr. Albo Odontoiatri nr. 615/TV

 


Comunicazione CHIUSURA ESTIVA

Gentili pazienti,

Vi comunichiamo che il Centro Face Dr.ssa Barina chiuderà per le vacanze estive dall’11 al 22 Agosto compresi.

Solo per urgenze ortodontiche siamo reperibili nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle ore 17:00 alle ore 18:00 esclusivamente tramite messaggio WhatsApp al 345-2209329 includendo le seguenti informazioni:

– NOME E COGNOME DEL PAZIENTE

– DESCRIZIONE DELLA TIPOLOGIA DI URGENZA

– ALLEGARE EVENTUALE FOTO

A questo link potete trovare il video per gestire eventuali urgenze ortodontiche in autonomia e in sicurezza.

Non dimenticate di portare con voi il kit ortodontico completo di elastici cera ortodontica in quantità sufficienti per tutta la durata della vostra vacanza!

 

Buone vacanze da tutto il Centro Face Dr.ssa Barina!

 

 


DENTAL MONITORING: il monitoraggio ortodontico da remoto

dental monitoring monitoraggio ortodontico da remoto

DENTAL MONITORING: la nuova era del controllo ortodontico da remoto

Nel mondo dell’ortodonzia moderna, la tecnologia sta rivoluzionando il modo in cui i trattamenti vengono gestiti e monitorati. Tra le innovazioni più interessanti c’è Dental Monitoring, un software che consente di monitorare da remoto il trattamento ortodontico, direttamente dal proprio smartphone. Scopriamo insieme di cosa si tratta e quali vantaggi offre.

Che cos’è Dental Monitoring?

Dental Monitoring è una piattaforma digitale che permette all’ortodontista di monitorare i progressi del trattamento del paziente tra una visita in studio e l’altra. Grazie a questo sistema, il controllo non è più legato esclusivamente agli appuntamenti periodici, ma diventa continuo, costante e personalizzato.

In pratica, lo smartphone del paziente si trasforma in uno scanner dentale remoto, attraverso il quale il medico può osservare l’evoluzione del trattamento, fornire indicazioni, risolvere eventuali problemi e ottimizzare l’efficacia del percorso ortodontico.

Come funziona?

Il funzionamento di Dental Monitoring è semplice e intuitivo:

  1. Scarica l’app sul tuo smartphone utilizzando il link ricevuto dal tuo ortodontista via email per l’attivazione.
  2. Utilizza la ScanBox, uno strumento fornito dal tuo ortodontista, per effettuare le scansioni intraorali secondo la frequenza stabilita dal medico (l’app ti invierà dei  promemoria).
  3. Invia le scansioni tramite l’app: l’ortodontista riceverà direttamente le immagini e potrà analizzare in tempo reale i progressi del trattamento.
  4. Ricevi feedback e istruzioni personalizzate: attraverso l’app potrai consultare il tuo report clinico, seguire i suggerimenti forniti e comunicare direttamente con il tuo medico, senza bisogno di fissare un appuntamento in studio.

I vantaggi di Dental Monitoring

Utilizzare Dental Monitoring durante un trattamento ortodontico offre numerosi benefici, sia per il paziente che per il professionista:

  • Controllo costante sull’andamento del trattamento, anche tra una visita e l’altra.
  • Intercettazione precoce di eventuali problematiche, per intervenire tempestivamente.
  • Valutazione precisa dell’evoluzione ortodontica attraverso il confronto tra le varie scansioni.
  • Protocollo personalizzato in base alle esigenze specifiche del singolo paziente.
  • Comunicazione diretta e continua tra medico e paziente, per migliorare l’esperienza e la qualità del trattamento.

In conclusione

Dental Monitoring rappresenta una svolta nella gestione dell’ortodonzia: un modo intelligente, sicuro e personalizzato per accompagnare ogni paziente lungo il percorso verso un sorriso perfetto. Se stai affrontando un trattamento ortodontico, chiedi al tuo specialista se questo servizio è disponibile per te: potresti scoprire quanto è comodo avere il tuo ortodontista sempre… a portata di smartphone!

Guarda il nostro video informativo sul funzionamento del software e su come fare le scansioni!

 

 


TRAUMI DENTALI NEI BAMBINI: cosa fare se si rompe o cade un dente?

gestione traumi dentali nei bambini

TRAUMI DENTALI NEI BAMBINI: cosa fare se si rompe o cade un dente?

I traumi dentali sono eventi frequenti nei bambini, soprattutto durante attività sportive o nel tempo libero. Possono causare la rottura, la scheggiatura o la caduta di un dente permanente. Sapere come intervenire subito è fondamentale per salvare il dente e prevenire complicanze.

Dove accadono più spesso?
I traumi ai denti avvengono:

  • in casa (cadute, urti contro spigoli);
  • a scuola o durante lo sport;
  • nel tempo libero (bicicletta, monopattino, giochi);
  • in luoghi pubblici.

I bambini più a rischio sono maschi in età scolare, con denti anteriori sporgenti e abitudini come la suzione del dito oltre i 3 anni.

Come prevenire i traumi dentali:

Cosa fare in caso di trauma:

  • rassicurare il bambino e pulire delicatamente la zona con garza inumidita;
  • verificare se il dente si è mosso, rotto o se sanguina;
  • recarsi subito dal dentista o al Pronto Soccorso.

Se il dente si rompe o cade

  • recuperare il frammento o il dente caduto senza toccare la radice;
  • tenerlo idratato in soluzione fisiologica, latte o saliva;
  • reimpiantarlo entro 15-30 minuti aumenta le probabilità di successo;
  • il dentista potrà fissarlo e monitorarlo nei mesi successivi.

Il reimpianto è indicato solo per i denti permanenti, non per quelli da latte.

Possibili conseguenze

Anche dopo un intervento tempestivo, possono verificarsi:

  • perdita di vitalità del dente (può richiedere devitalizzazione);
  • riassorbimento dell’osso o anchilosi (blocco dello sviluppo dell’osso).

Per questo è importante un monitoraggio regolare dopo il trauma, con controlli periodici dal dentista.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi l’articolo dell’associazione FACExp.

 

 


EVENTO: “FRENULI CORTI – un piccolo dettaglio fa la grande differenza”

EVENTO: “FRENULI CORTI – un piccolo dettaglio fa la grande differenza”

Il nostro centro sta organizzando un evento formativo sulla tematica dei frenuli intraorali rivolto a professionisti del settore sanitario che potrebbero essere interessati all’argomento (logopedisti, foniatri, osteopati, ostetriche, ecc…).
L’evento si terrà presso il nostro centro mercoledì 28 maggio dalle ore 18:30 alle 20:00 circa ed è volto ad instaurare un confronto e una collaborazione multidisciplinare tra i vari professionisti.
Durante l’incontro approfondiremo il tema della diagnosi e del trattamento dei frenuli corti, dal periodo neonatale all’età adulta sottolineando l’importanza della collaborazione tra professionisti del settore.
Difficoltà nell’allattamento, nello sviluppo del linguaggio e alterazioni di crescita correlate, possono essere intercettate e risolte con alleanza terapeutica multidisciplinare.
Se sei un professionista in ambito sanitario e ti interessa l’argomento, riserva il tuo posto compilando il modulo che trovi al seguente link oppure contattando lo studio telefonicamente allo 043834376 o tramite email scrivendo a [email protected]:

 

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